Sulla depressione e altre malattie mentali invalidanti (disegni)

Questi disegni sono tutti legati al concetto di depressione o comunque di una malattia mentale altrettanto invalidante.

Ho prodotto questa serie ieri notte – tutti e tre uno dopo l’altro, tra la mezzanotte e l’una.

Ho utilizzato la carta da disegno di tonalità grigia Strathome Toned Gray e una matita 9B di pura grafite della Faber-Castell. I riflessi di luce sono inseriti invece con un pastello bianco.

Il modo in cui li ho disegnati è ispirato a delle poesie che ho scritto io stessa dal il 2015 fino ad adesso – al 2017 – su questo tema (non mi sento di pubblicarle online).

Dire qualcosa in più però può aiutare a vedere in un certo modo questi disegni: il soggetto femminile nel disegno è a volte nudo e comunque sempre solo (o in compagnia di un mostro che lo divora senza farle fisicamente male), in un luogo indefinito –  ma queste sono la sua percezione.

Lei può trovarsi ovunque: in un posto qualsiasi, in mezzo a persone che conosce o non conosce, oppure sì, anche da sola, ma in un luogo ovviamente concreto e preciso.

Ma ad un certo punto avviene un’implosione, e il mondo esterno si allontana e si annulla, e il suo corpo e il suo spirito vengono abbracciati dal mostro. Un abbraccio subdolo che non sembra violento. Oppure, si sente nuda come un mollusco, e l’aria stessa sembra troppo densa perché possa camminarci attraverso, e deve abbassarsi a terra. Oppure, in qualche modo, il suo volto e le cose che definiscono la sua identità… spariscono.

 

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Vento e nudità. Giugno 2017.

 

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Senza volto. Giugno 2017.

 

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“Doppia ombra”. Il mostro che ti accompagna. Giugno 2017.

Particolare:

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Il mostro ingloba la testa. Giugno 2017.

La mia scrivania:

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