Osch’s river Thames (ENG)

A short time ago I wrote about the street artist Osch

While I was in the East London looking for some new art materials today, I found this new work: the face with the smile shaped as the river Thames. 

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Osch – Otto Schade in London (ENG)

I love street art, and London offers herself as a boundless canvas.

I mean, there is maybe lot of rubbish out there, but there are also some real artists and people of amazing creativity and insights. London’s brick walls and maze-like streets speak and say a lot, if you stop and listen to them!

Right now, one of my favourite street artists is Osch – Otto Schade. He’s a Chilean artist and in these years (say, the last two years) I’ve seen lots of his artworks around the city.

I particularly like his “spheres” : you can notice one of Osch’s sphere from far away – his style is unmistakable.

“Say it with flowers”.

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“Say it with flowers/Girl picking special flowers “. September 2017. Credit: me.
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“Say it with flowers/Girl picking special flowers “, particular. September 2017. Credit: me.
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“Don Quijote riding away from a Nuclear Power Station”. September 2017, credit: me.

Osch at Camdem Lock, through the weeping willows:

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At Camden Lock, September 2017. Credit: me.
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Camden Lock and weeping willows, September 2017. Credit: me.
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Camden Lock and street food, September 2017. Credit: me.

Rock…

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September 2017. Credit: me.

… Paper…

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Semptember 2017. Credit: me.

… Scissors.

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September 2017. Credit: me

 

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September 2017. Credit: me.

The next one is from July 2016:

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July 2016. Credit: me.

Today I was in Schoredich (see Joan Cornellà solo in Shoreditch (ENG)), and after the Cornellà exhibition I looked after a bit more of East London’s street art.

“Flies around shit”

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September 2017. Credit: me.
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September 2017. Credit: me.

This one should be brand new, since it wasn’t there a couple of weeks ago. It made me think about that deadly children game Trump and Kim Jong-un are playing right now….

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September 2017. Credir: me.

About that, here is a cartoon I’ve saved from a very recent Evening Standard copy:

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Cosy socks.

And this is the same street wall but last year, September 2016:

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Osch and stick figures, Septermber 2016. Credit: me.
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September 2016. Credit: me.

I’ve discovered that this style is called “orb style”: Around London, you can find also many “ribbon style” Osch works: a rhino, a bull, some fishes… – animals and human figures.

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Fishes, September 2017. Credit: me.
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Fish, particular, September 2017. Credit: me.

I leave you with this brief documentary by Maria Evrenos and Marine Candele:

 

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Gita alle bianche scogliere di Dover (e un lavoro di Banksy)

A fine maggio sono andata a trovare il mio compagno a Londra. In quei giorni abbiamo fatto una breve gita verso il sud dell’Inghilterra, nel Kent, per vedere le scogliere bianche. Abbiamo deciso di passare la notte proprio nella città portuale che da il nome alle scogliere, Dover.

All’altezza del porto (lo vedevamo sotto di noi) partono i sentieri elevati che seguono le scogliere.

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La cosa più bella di questi luoghi è il contrasto tra il bianco luminoso delle pareti delle scogliere e il verde della costa. Voltando le spalle al mare, il verde continua a perdita d’occhio verso l’interno: il paesaggio leggermente collinare lascia il posto a campi coltivati: nulla che non sia naturale e florido interrompe l’orizzonte.

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Il colore bianco e l’alta riflettività delle scogliere sono date dal gesso: sono fatte di questo materiale morbido e friabile, proprio lo stesso gesso usato per scrivere sulla lavagna. Subito mi sono ritrovata con le mani e le scarpe bianche di polvere.

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Seduta sul bordo.

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A riprova della separazione avvenuta tra questi pezzi di continente, sull’altra sponda, oltre al Canale della Manica, si vede lunga e sottile la linea bianca della costa francese.

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La linea bianca della costa francese

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Verso il faro.

La camminata ci ha portato fino al faro di South Foreland.

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South Foreland Lighthouse.

La città portuale di Dover si trova nel punto di vicino alla Francia. È qui che parte il Tunnel della Manica, ed è anche qui, in questo luogo simbolo di contatto, che giusto poco tempo prima della nostra gita l’artista Banksy ha fatto questo suo ultimo lavoro per raccontare la Brexit:

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Banksy.

Dalla stella della Gran Bretagna partono delle lunghe crepe sottili già presenti nel muro.

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Le crepe…

È sorprendente l’effetto di tridimensionalità della scala. Ad un’occhiata distratta sembra un oggetto concreto.

Questo lavoro si trova all’incrocio tra York St e Townwall St, ma effettivamente è visibile già a grande distanza, entrando in città dall’autostrada e prendendo la strada parallela al porto.

Quella notte ha piovuto a dirotto. Lo scoscio della pioggia era intenso, e i lampi illuminavano la stanza, sovrapposti ai tuoni. Erano così tanti che non si riusciva ad associare la luce al rombo corrispondente. A notte inoltrata  ci siamo alzati e accostati alla grande finestra: sotto di noi, lungo la strada leggermente in discesa, l’acqua scorreva come un fiume.

Il giorno dopo, prima di tornare a Londra, abbiamo proseguito per un brevissimo tratto di costa fino alla riserva di Samphire Hoe. Quest’area è stata creata dal materiale estratto dalla costruzione del Tunnel della Manica e depositato sotto un tratto di scogliera, sottraendo spazio al mare, ma è ora popolata da flora e fauna ricchissime: subito un cartello ti avvisa di non uscire dal sentiero, perché molti uccelli del luogo nidificano tra l’erba.

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Samphire Hoe.
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Samphire Hoe.

In futuro – spero tra alcuni mesi – mi piacerebbe molto visitare più lungamente il sud dell’Inghilterra: seguire la costa verso ovest, andando nel Sussex, dove le scogliere bianche di gesso sono ancora più imponenti: le Seven Sisters, l’estuario di Cuckmere Haven…

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There’ll be bluebirds over

Trump&May danse macabre

Continuando ad esplorare la scena della street-art inglese, nell’ultima scappata a Londra sono passata a vedere uno degli ultimi lavori di Bambi, l’artista di cui non si sa l’identità ma che viene chiamata la “Banksy al femminile”.

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30 maggio 2017, North London.

Bambi è diventata famosa per il suo ritratto di Amy Winehouse a Camden, a cui sono seguiti quelli di altre star. Ma i suoi lavori esprimono anche il suo pensiero sui diritti umani e in particolare su quelli della donna: si definisce un’ardente femminista e usa la street-art per trasmettere messaggi sociali ben precisi.

Questo suo lavoro si trova nel borgo di Islington, nella North London.

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30 maggio 2017, North London.

 

Altra street art di Londra:

ROA’s hedgehog

Un piccolo Jana&Js verso Brick Lane

ROA’s hedgehog

Il riccio è stato creato dall’artista belga ROA nell’aprile del 2012.

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Adoro i suoi animali. Se cercate questo artista sul web, vedrete come le sue creature siano stane, spesso attorcigliate, ribaltate, addormentate, ma sempre incredibilmente realistiche. A volte  sono ferite, morte, completamente spellate o morsicate. Altre volte sono di una dolcezza infinita.  Adoro specialmente i mammiferi, per come riesce a rendere la loro pelliccia, i loro musi di volpe, di topo, di scoiattolo.

E i miei album fotografici di tutti questi soggiorni londinesi sono i più colorati che abbia mai fatto.

Il povero ragazzo in foto è il mio compagno, che subisce tutti i miei giri per le viuzze e i vicoli più strani alla ricerca dei miei artisti preferiti. Di solito il muro che cerco si trova oltre un cantiere, perchè mi sveglio sempre troppo tardi.

4 Settembre 2016

Energy Box – Milano street art

Pensieri

Tutte le mattine, per tutto l’anno accademico, un esserino nero e bianco, dagli occhi vividi che sbucano da un foltissimo piumaggio (o dal fogliame?), mi ha ricambiato lo sguardo oltre i vetri del pullman mentre, superato il malinconico viale Certosa, attraversavo Corso Sempione per raggiungere la stazione di Cadorna. Mi strappava sempre un sorriso – lieve, interno. Spesso in certi viaggi “di andata” per recarsi al lavoro o all’università, si è stanchi come al termine di una lunga giornata, e il buio di certe giornate invernali rende solo più acuta questa percezione.

Moltissime centraline nel 2015 sono state pitturate in modo spesso stravagante e ingegnoso.

Sogno spesso il “lontano” e quello che ho sotto gli occhi lo degno a volte giusto di una occhiata. Milano è paradossale perchè è vicina – a poco più di mezz’ora di strada – eppure l’ho vissuta così poco. È ancora la città che mi fa sentire piccola e spaesata.

Una fotografia dall’archivio, in una passeggiata serale di inizio estate lungo Via Torino:

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Giugno 2016, Via Torino.
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Novembre 2016, Isola. (Update: dicembre 2016)