Dall’album degli schizzi – La ragazza Alda Merini in manicomio

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Sketch. December 16, 2016. “La ragazza Alda Merini in manicomio – Girl Alda Merini in nuthouse”. Faber Castle Graphite Pure 2900 9B, Strathmore Toned Gray. Model: me.

Uno degli schizzi per un progetto a cui ho iniziato a pensare qualche giorno fa: un tributo ad Alda Merini, che penso di intitolare “Pelo di Volpe” e che affiancherà vari disegni alle sue poesie e ai suoi scritti.

Una confessione, parziale. Alda Merini.

Ripesco a piene mani dalle nebbie della mia adolescenza. In effetti, più cerco di mettere a fuoco la me di allora, più mi sento smarrita. Quello è il mio volto? Sono davvero cambiata nel modo in cui ho sperato?

Cerco e ritrovo una poetessa, Alda Merini. In questi giorni ho riletto alcune pagine di L’altra Verità – Diario di una diversa. 

Nel gennaio del 2011 sono andata a vedere una mostra dedicata a lei al Palazzo Reale di Milano: Ultimo Atto d’Amore. Era uno mostra prettamente visiva, tesa e delicata, piena di stralci di discorsi e di poesie, immagini, ricostruzioni, voci. Io già amavo Alda Merini… aveva scosso tempo addietro il mio essere di ragazzina, e forse il fatto che fossi sola in quel momento, e che non ci fosse quasi nessun altro visitatore, forse il buio delle sale e i suoni di sottofondo, il tutto mi aveva dato l’impressione di camminare attraverso un tempio.

Le immagini che seguono sono alcune delle fotografie che ho scattato alla mostra.

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Vedessi il volto della mia anima quando ti vedo e tremo e diventa foglia d’ascolto. Vedessi il dito del mio cuore che ti indica strade sconosciute. Vedessi il mio amore che è tenero figlio che cresce senza padre. 

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Una confessione, parziale. Più avanti, forse tra qualche mese, troverò una risposta e un modo per esprimerla a parole. La mia vita sta scorrendo molto veloce ora.
 

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