Simple smartphone astrophotography

On the evening of May 5, while we were waiting to observe Jupiter (very near to opposition) through the telescope, I tried some “astrophotography” with my smartphone.

First of all, if you want to capture the night sky, you need three things: ISO, that sets the brightness of the photo, shutter speed, meaning the exposure time, and aperture, that basically controls how much light reach the camera sensor.

With just your smartphone, you should be able to shift in auto mode and control the first two features: this time I used ISO 3200 and an exposure time around 3-4 second. I also use a small tripod (see below for me struggling in the grass).

My smartphone is a OnePluse 5T and I used the default camera.

Me and Marco have already done some smartphone experimenter together last spring in Sciacca, his native town in Sicily, both at the harbour and on the seashore. It was a lovely night. The result are MUCH more impressive and you can find it in the next to links. We used there a OnePlus 3 with ISO 2000 and 30 seconds of exposure time.

Chasing stars – Sicilia – parte 1 di 2

Chasing stars – Sicilia – parte 2 di 2

This time I was in my garden in Ealing, in the outskirts of London.

Spring constellations

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A funny pic…

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That night Marco also captured his first Jupiter of the year, with the Celestron telescope. You can see it here: https://www.astrobin.com/346869/0/

The opposition of Jupiter occurred between May 8 and 9. But this is still the best moment to observe it, its spot, belts and satellites, with binoculars and telescopes: the Solar System biggest gas giant shines at magnitude -2.5 and has an apparent diameter of 44″.

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Correre di sera

In questo periodo corro come un’ossessa. Correndo, cerco di liberare la mente da tutti i fantasmi che la stritolano e anche di migliorare il mio corpo. Ho ricominciato a correre con continuità in un momento ben preciso della mia esistenza, a maggio di quest’anno. Per la prima volta, inoltre, ho scoperto la corsa serale, dopo cena.

Ho fatto una sorta di stacco momentaneo dall’astronomia in questi tempi, e correndo la sera tardi, improvvisamente, mi sono rimessa a guardare i pianeti e la Luna. Li guardo da sopra i tetti delle case e sopra i prati, alla loro distanza, quella dell’occhio nudo – una distanza a cui, paradossalmente, non ero più abituata: Saturno, Marte, Giove… sono là nell’ampio cielo sereno del crepuscolo. Ogni tanto, sfeccia nel campo visivo la rapidissima e caotica sagoma scura di un pipistrello, animali bellissimi e sempre più rari.

A fine mese, mi aspetta però l’alta montagna: le Alpi occidentali, la Via Lattea, il profondo e freddo cielo stellato ricolmo di nebulose e galassie…

In questo periodo sto affrontando una cosa dal nome al tempo stesso banale e terribile. Ancora, in realtà, non so come realmente affrontarla… correre mi da tempo e respiro e mi fa stare bene.

Mi sembra di essere una figuretta in corsa tra due realtà che si tendono: il passato e il futuro, la paralisi e la speranza, la vita con le sue reali responsabilità, le sue bellezze e i suoi terrori.

Ci sono alcuni nodi, aggrovigliati stretti in profondità, tanti nodi di svariate forme e dimensioni, che piano piano devo allentare e sciogliere…

 

Continua in E il bruco diventò cravatta…