An Intimate Milky Way (dipinto ad olio)

Questo è un mio lavoro ad olio sul cielo notturno. Si intitola “Una Via Lattea Personale”, “An Intimate Milky Way”, perché l’ho dipinta senza seguire una fotografia come riferimento, ma basandomi sui miei ricordi, sia visivi che emotivi.

Racconto tutto in questo video:

 

Ho impiegato tre giorni a completare questo lavoro. Adesso aspetto pazientemente che il dipinto si asciughi, e tra sei mesi, quando i colori dovrebbero essersi polimerizzati del tutto, userò una vernice permanente protettiva.

Questi colori sono stati nella loro scatola alcuni anni, intatti: sono degli ottimi colori della Pebeo, e sono stati un bellissimo regalo da parte dei miei genitori, ma avevo sempre esitato ad avvicinarmi alla pittura ad olio e ho continuato ad usare altri mezzi più semplici. In questi giorni li ho ripresi in mano, e ho incominciato a sperimentare.

IMG_20170715_114725 (3)
Dipinto completato.
IMG_20170714_113828
Mano stellata.
IMG_20170714_112402
Quasi finito il terzo giorno di pittura. Mancano gli ultimi dettagli!

 

IMG_20170714_110618
Secondo giorno di pittura.
Advertisements

Correre di sera

In questo periodo corro come un’ossessa. Correndo, cerco di liberare la mente da tutti i fantasmi che la stritolano e anche di migliorare il mio corpo. Ho ricominciato a correre con continuità in un momento ben preciso della mia esistenza, a maggio di quest’anno. Per la prima volta, inoltre, ho scoperto la corsa serale, dopo cena.

Ho fatto una sorta di stacco momentaneo dall’astronomia in questi tempi, e correndo la sera tardi, improvvisamente, mi sono rimessa a guardare i pianeti e la Luna. Li guardo da sopra i tetti delle case e sopra i prati, alla loro distanza, quella dell’occhio nudo – una distanza a cui, paradossalmente, non ero più abituata: Saturno, Marte, Giove… sono là nell’ampio cielo sereno del crepuscolo. Ogni tanto, sfeccia nel campo visivo la rapidissima e caotica sagoma scura di un pipistrello, animali bellissimi e sempre più rari.

A fine mese, mi aspetta però l’alta montagna: le Alpi occidentali, la Via Lattea, il profondo e freddo cielo stellato ricolmo di nebulose e galassie…

In questo periodo sto affrontando una cosa dal nome al tempo stesso banale e terribile. Ancora, in realtà, non so come realmente affrontarla… correre mi da tempo e respiro e mi fa stare bene.

Mi sembra di essere una figuretta in corsa tra due realtà che si tendono: il passato e il futuro, la paralisi e la speranza, la vita con le sue reali responsabilità, le sue bellezze e i suoi terrori.

Ci sono alcuni nodi, aggrovigliati stretti in profondità, tanti nodi di svariate forme e dimensioni, che piano piano devo allentare e sciogliere…

 

Continua in E il bruco diventò cravatta…