Nove mesi a Londra

Devo fermarmi a contarli per accorgermi che sono passati quasi nove mesi da quando ho lasciato l’Italia e la mia casa e sono andata a vivere in Inghilterra: mi sembra allo stesso tempo di essere qui da una settimana, e da sempre.

È successo qualcosa di incredibile. Con una naturalezza disarmante, ho un lavoro, posso pagare l’affitto , i miei vestiti, i miei libri e i miei viaggi. Vivo in un paese straniero che mi è divenuto famigliare e sono padrona di me stessa.

Questa sera ho bagnato le piente aromatiche del balcone e il loro profumo di menta e basilico si è sprigionato nell’aria fresca; gli uccelli del giardino cantavano come impazziti nel crepuscolo. Mi sono lasciata alle spalle una grande sofferenza: è ancora dentro di me ma ha ora la forma di un ricordo che sbiadisce.

 

 

 

 

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Science is more than a body of knowledge

Science is more than a body of knowledge: it is a way of thinking; a way of skeptically interrogating the universe with a fine understanding of human fallibility.

I listen to this interview one or two times a year: I think is a good thing to do.

It has been of great inspiration. Time has passed but society, in USA or Italy, has not changed so much. This interview is extremely alive – and it’s beautiful. Carl Sagan tells things in a beautiful way.

 

Carl Sagan, 9 novembre 1934 –  20 dicembre 1996.

The surface of the Earth is the shore of the cosmic ocean. On this shore, we’ve learned most of what we know. Recently, we’ve waded a little way out, maybe ankle-deep, and the water seems inviting. Some part of our being knows this is where we came from. We long to return, and we can, because the cosmos is also within us. We’re made of star stuff. We are a way for the cosmos to know itself.

(Quote from the serie Cosmos)

Volpi

La volpe è per me un animale speciale: un motivo è banale, l’altro po’ meno prevedibile.

Per prima cosa, semplicemente amo le linee assieme selvatiche e dolci del loro volto e del loro corpo, e le tonalità calde e vive della loro pelliccia.
Il secondo e vero motivo è che è un animale che in un certo senso… ricorre nella mia vita: per essendo un animale selvatico, per una bella coincidenza sembra che la volpe segni ogni luogo chiave della mia esistenza.

Alpi e Appennini

In Italia ho iniziato ad incontrare le volpi durante l’ultimo anno delle superiori, sulle Alpi e sugli Appennini, quando di notte restavo all’aperto per fare osservazioni astronomiche con gli altri astrofili:  si avvicinano furtive, camminando lungo il margine del prato senza staccarci gli occhi di dosso – ogni tanto osavano avvicinansi di più.

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Aprile 2014, alba all’Altopiano del Nivolet. Credit: Lorenzo Comolli.
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Aprile 2014, alba all’Altopiano del Nivolet. Credit: Lorenzo Comolli.

Una notte di fine settembre, prima dell’alba, avevamo appena iniziato a ridiscendere i primi tornanti in automobile, quando, dietro una curva, sono apparse, in fila indiana nel buio, quattro volpi… due adulti e, in mezzo a loro, due cuccioli.

Campo dei Fiori, Varese

Prima di trasferirmi a Londra, dal settembre al luglio di quest’anno, ho svolto una bella esperienza di volontariato e divulgazione all’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli, sul Campo dei Fiori, sopra la città di Varese.

Salivo con la mia auto lungo i stretti tornanti immersi nel bosco fino a raggiungere l’osservatorio. Dall’altro, il panorama si apriva sulla pianura: la città di Varese, i laghi, e, in giornate particolarmente limpide, anche il lontamo profilo di Milano e degli Appennini.

Quando ripercorrevo in discesa i tornanti in tarda sera, mi capitava spessissimo di incontrare animali: caprioli, furetti, topolini, e volpi. Mi piaceva contare tutti gli animali avvistati ad ogni “discesa nel bosco”.

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I profili della Terza Cupola e del Monte Rosa, ottobre 2016.

Londra

Londra! Qui dove abito ora, nel sobborgo di Ealing, ci sono moltissime volpi. Le vedo muoversi per le strade vuote e buie quando mi alzo la mattina presto per andare a lavorare, o quando torno a casa la sera.

Una mattina, aspettando l’autobus, ho sentito degli strani suoni oltre una recinzione: erano tre volpi che litigavano tra loro.

Due sere fa, mentre tornavo a casa, ho visto una volpe ferma all’altra estremità del ponte che stavo per attraversare – il ponte che sovrasta i binari della metropolitana: mi ha fissata immobile per qualche secondo prima di sgattaiolare via tra l’erba alta.

 

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South Ealing Station.
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Tre volpi nel buio (non distinguibili in questo scatto).
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Il “ponte della volpe”.

Pioggia sottile. Un po’ di ironia, ma non troppa.

Un po’ di ironia, ma non troppa.

Piovono – gocce sottili e sparse come una pioggerella di primavera  – speranze, sogni, desideri, neutrini, rimpianti, nostalgia, ricordi, solitudine, serenità, voglie, un muone. Sento addosso la bellezza del cielo, sento l’aria arrivare giù fino ai polmoni. La respiro. Cosa sarebbe accaduto se avessi preso un’altra strada, forse più risonante con le mie abilità più spontanee?

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Bozzetto. Matita su carta, giugno 2017.

Probabilmente tutto allo stesso modo, ma nell’elenco non avrei pensato di inserire i neutrini e i muoni.

Penso che nessuna strada sia facile. La passione ma soprattutto la tenacia la scavano, metro dopo metro, anno dopo anno.

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Il corpo, la mente, la bellezza

Correre mi fa stare bene. Ho ripreso ad allenarmi da poco, ma subito mi sento meglio. Subito sento che respiro in modo meno affaticato, e il mio viso allo specchio ha un aspetto migliore. Mi sento di nuovo un po’ più sana.

Lo scorso anno, per tutta la primavera e l’estate, mi sono allenata intensamente: correvo, ma facevo anche moltissime escursioni in montagna, ero sempre all’aria aperta. I muscoli delle braccia e delle gambe erano tesi e forti, e il viso si era smagrito, e ho anche scoperto di avere un viso molto bello.

Da bambina e soprattutto da ragazzina ho avuto problemi con il mio corpo: ero sovrappeso, ma non ho fatto nulla per rimettermi in salute se non dopo il liceo.

E il cambiamento fisico ha portato salute, e con la salute bellezza, e le due cose mi hanno portato ad avere una percezione di me stessa più serena, che mi ha permesso anche di rapportarmi in modo migliore con gli altri, più aperto e spontaneo. Nonostante tutto uno strascico di inadeguatezza mi è rimasto attaccato e a volte è davvero molesto.

Per me è stato molto importante. Anzi, iniziare a sentirmi bella è stato rivoluzionario. Quando parlo di bellezza parlo di quella per cui ti alzi la mattina e te la senti addosso e la vedi allo specchio semplicemente dopo esserti lavata la faccia. Il tuo viso. Senza robaccia coprente spalmata sopra, senza trucchi, senza nulla di nascosto o modificato. Senza nemmeno aver indosso un tipo di vestito particolare.

Paradossalmente una delle difficoltà che ho incontrato più di un anno fa, quando ho iniziato a cercare di perdere peso, è stato fronteggiare le insinuazioni di anoressia. Ma è normale che se si vuole, per la prima volta, mettersi in forma, delle modifiche debbano essere fatte e un cambiamento debba gradualmente iniziare a vedersi. Mi  aveva snervato molto questa questione.

La foto seguente mi è stata scattata nell’agosto del 2016, quasi un anno fa, e, accidenti, come mi sentivo bene. Avevo anche appena iniziato a guarire da una certa malattia, e non potevo avere dei polpacci più sodi e un viso più pulito e luminoso. L’estate del 2016 è stato il momento in cui in assoluto sia stata meglio, in tutti i sensi.

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A Devero con un amico nell’estate del 2016. Ciao Max.

 

Adesso, dopo diversi mesi, ho ripreso a fare attenzione e curare il mio corpo e il mio spirito.

Quando mi alleno in mezzo alla natura e mi alimento in modo sano mi sento bene e provo tantissima gioia.

Pensieri del 4 gennaio

Degli stralci dai miei quaderni

La National Gallery è stranamente tranquilla e silenziosa. Com’è bizzarra e bella questa atmosfera. Cammino per le sale: sono sola, e so di avere gli occhi ben aperti, avidi di bellezza.

Mi ritrovo a pensare che questo potrebbe essere uno dei miei posti preferiti di Londra: non si paga l’entrata, ed è un edificio molto ampio, dove poter passeggiare, distrarsi, riposarsi, prendersi qualcosa di caldo e buono, scrivere. Certo, oggi non c’è tutta la folla dei giorni scorsi… è il 4 gennaio, un pomeriggio; l’ultimo pomeriggio che trascorrerò a Londra, per qualche tempo. Ho deciso di mettere da parte per oggi quello che devo fare, e mi sento rinata. Osservo i dipinti: mi siedo davanti a Bacco e Arianna di Tiziano. Dovrò ritornare altre volte per riuscire a vedere a fondo tutti i dipinti.

Osservo attentamente Gli Ambasciatori di Holbein il Giovane, Il ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck…

Esco mentre viene annunciata la chiusura della galleria. Mi ritrovo su una Trafalgar Square immersa nel buio e scintillante di luci notturne.

Per qualche ragione che intuisco ma non so completamente articolare, questa giornata mi rimarrà particolarmente impressa nella memoria. Oltre i vetri o attraverso gli specchi della caffetteria, mi sono vista perfettamente combaciare con il mio riflesso.