Uno schizzo a bic blu in attesa all’aeroporto

Un paio d’ore di attesa in aeroporto, inganno il tempo tra le undici di sera e mezzanotte. C’era una grande calma e un piacevole silenzio. Alcuni ragazzi lavoravano ai loro computer, altri avevano in mano un mazzo di fiori. Alcuni uomini senza casa dormivano più lontano nei loro sacchi a pelo, soli. Le caffetterie stavano chiudendo.

Pensieri, e due schizzi di volpi.

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Sono particolarmente contenta (e sorpresa) di questo schizzo perchè non ho potuto farne prima la bozza con matita e gomma, e ho iniziato il disegno della prima volpe – quella che si stiracchia – con una certa stanchezza. Solo una semplice, intramontabile bic blu. Mi sono basata ancora su due fotografie (non ho trovato i nomi dei fotografi)

Ho inserito nella barra del menù una nuova pagina, in cui troverete una galleria coi miei lavori. Per ora  ho inserito i primi disegni… Tra un mesetto inizierò a lavorare con dei colori professionali. Vi aggiornerò.

Una cosa stupida come portare gli occhiali

… ma per la quale ho impiegato anni.

Un piccolo post spiritoso per Marco (e per Anna).

Mi sono accorta di essere miope in seconda media. Ho odiato il primo paio di occhiali, e ho odiato ancora di più il secondo. L’anno successivo, in terza media, ho iniziato a portare le lenti a contatto. Prima saltuariamente, poi, mentre i miei occhi si abituavano sempre più, ho iniziato a portarle tutti i giorni, dalla mattina presto (le sette, e poi le sei del mattino quando dalle superiori ho iniziato ad andare all’università), e per l’intera giornata.

Mi piaceva il mio viso senza occhiali. Non concepivo nessun altro viso. Gli occhi azzzurri in tutta la loro grandezza (le lenti per miopi rimpiccioliscono un poco l’immagine e io lo percepivo esageratamente), la pelle chiara e i capelli biondi – un viso assolutamente acqua e sapone. Una mia amica mi ha detto, qualche tempo fa, mentre eravamo sedute su una panchina a chiacchierare, che ognuno ha il suo… personale equilibrio, a cui le altre persone rimangono spesso ovviamente indifferenti. Questo equilibrio può essere una cosa stupida e banale come il dover avere gli occhi truccati per uscire di casa o l’indossare le lenti a contatto anche se è gennaio e non è ancora sorta l’alba.

Che cosa buffa e stupida. Ed è buffo che sia comune. Sono solo le ragazze, o anche i ragazzi sono sensibili a questi delicati “equilibri” e “squilibri” privati? Hanno anche loro questi stupidi e banali intrugli in testa?

Marco un pomeriggio mi ha accompagnato quasi a forza al negozio, per risolvere una volta per tutte questo mio paradosso di ragazza matta per le astro-cose, struccata e perennemente inglobata in felponi  e magliettone da uomo ma che no, si deve mettere le lenti a contatto. Non è solo un fatto di bellezza obiettiva… è più un fatto di sentirsi bene.

Ora finalmente sono una ragazza con gli occhiali.

E con un modello maschile che mi piace un sacco.

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