Il cielo ad occhio nudo – parte 7

Continua da Il cielo ad occhio nudo – parte 6.

Ceto

La costellazione del Ceto o della Balena (Cetus il nome latino) è bassa sull’orizzonte qui. È visibile in autunno e ad inizio inverno, guardando verso sud. Si alza dall’orizzonte e poi torna ad inabissarsi. È una costellazione principalmente del cielo australe: molte sue stelle hanno declinazione negativa, come si legge anche dalla mappa qui sotto.

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Costellazione del Ceto. Credit: IAU/Sky&Telescope.

Non è una costellazione molto appariscente – non una delle prime che si imparano a riconoscere nel cielo.

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Cetus, Mira, Menkar, Difda. Credit: Akira Fujii/DMI.
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Cetus, Mira, Menkar, Difda. Credit: Akira Fujii/DMI. Linee aggiunte in in Gimp, basandomi su quest’altra immagine.

Nelle antiche mappe, il pentagono dove si trova la stella Menkar rappresenta la testa del mostro marino. Poi si scende per il collo fino al corpo e la coda, dove si trova Deneb Kaitos.

Menkar è una parola araba che significa “le narici”, ed era inizialmente applicata a λ Cet. La stella più luminosa della costellazione, ma anche molto bassa, è β Cet. È conosciuta in modo equivalente con due diversi nomi: Deneb Kaitos e Difda. Difda dovrebbe essere la designazione più antica: nelle cosellazioni beduiniche era “la seconda rana”, mentre la “prima rana” era la stella Fomalhaut, del Pesce Australe. Deneb Kaitos è una abbreviazione di una locuzione islamica dal significato “il ramo meridionale della coda del mostro marino”. Un’altra stella ha nome Deneb: la luminosa stella α nel Cigno, alta nelle notti estive. Deneb, infatti, da sola significa “coda”. Nel caso del Cigno, la locuzione araba significava “la coda della gallina”.  Baten kaitos, invece, è “il ventre del mostro marino”.

Menkar, Baten Kaitos e Deneb Kaitos sono tutte e tre stelle dai colori caldi, di classe spettrale M e K, e tutte delle giganti.

Mira 

La costellazione della Balena non ha sempre lo stesso aspetto… al contrario, cambia nel tempo in modo drastico: c’è una stella, Mira, che in alcuni momenti è luminosa quasi come Deneb Kaitos… in altri, del tutto invisibile ad occhio nudo.

Mira, la stella omicron, è una gigante rossa , a 350 anni luce di distanza. Si trova agli stadi finali della sua evoluzione stellare: dopo l’idrogeno, ha quasi terminato anche la fusione dell’elio.

Questa stella sta pulsando: il suo inviluppo gassoso si contrae e poi riprende ad espendersi, ciclicamente. Alla fine, l’involucro gassoso si staccherà dalla stella, dando origine ad una nebulosa planetaria, al cui centro rimane il resto degenere di quello che era il nucleo della stella: una nana bianca.

Queste pulsazioni, che modificano le dimensioni della stella, causano anche un cambiamento della sua luminosità di circa 8 magnitudini.

In un periodo di 332 giorni, la luminosità apparente della stella va dalla magnitudine +2 alla magintudine +10. In un cielo buio, si possono osservare ad occhio nudo solo stelle fino alla sesta magnitudine visuale: per diverso tempo c’è un vuoto al posto di Mira.

Si sono scoperte cose ancora più interessanti su Mira, osservandola nei raggi ultravioletti con il telescopio GALEX (qui un articolo). Mira si sta muovendo nello spazio in modo particolarmente veloce, e ha lasciato dietro di sè una scia di materia lunga 13 anni luce. Una scia ricca di elementi come carbonio, ossigeno… materia che va ad arricchire il mezzo interstellare, dal quale possono formarsi altre stelle e altri pianeti.

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Mira vista da GALEX.
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Mira vista da GALEX.

Il mostro marino

Il kētos non era esattamente una balena, ma un grande animale marino dal carattere e dall’aspetto mostruoso, a volte rappresentato con un aspetto ibrido. Queste che seguono sono delle antiche mappe…

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Cetus nell’Uranometria di Bayer, 1603.
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Il Cetus di Hevelius, Uranographia, 1690.

Qualche tentacolo in più, e sarebbe degno di essere intravisto in un racconto di Lovecraft.

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Cetus nell’Uranographia di Bode, 1801.

Nella mitologia ebraica, invece, il mostro marino era il Leviatano, l’essere biblico simile ad un immane serpente nato il quinto giorno della creazione, e che combatte contro l’altro mostro presente nell’Antico Testamento, Behemoth.

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Behemoth e il Leviatano, William Blake.
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