What’s going on? | Che succede? (eng+it version)

English + Italian version

I’ll be 24 in, like, few months. I’m moving to London at the end of the summer: on August the 27th in fact. I made this decision recently, but everything is almost ready. I’m very excited about the change. 

I’ll stay at my partner’s place and I’ll try to find a job, learn English, open my mind as much as I can. I won’t stop to do amateur astronomy, of course.   

I’ll make lot of art.

If you wanna support me in this project, I’m publishing my artworks, progresses and experiment on my Instagram page:  alex_drawings_art.

I’ll open an Etsy shop this September (the shop already exist, but it’s empty). I’ll let you know when it’s ready!

I’m working hard these days to produce and project artworks… these works are linked to nature, animals, the human body, the night sky and astronomy, and maths

Thank you guys, see you soon.

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“Tail”, watercolors and ink.
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White Chrismats, Black Mirror.
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Charcoal nudes.
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Making of.
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Making of.

Italian:

Tra qualche mese compirò 24 anni. Alla fine di agosto mi trasferisco a Londra – il 27 agosto per la precisione. Ho preso questa decisione recentemente, ed è quasi tutto pronto. Ne sono molto felice.

Raggiungerò là il mio compagno e quello che farò sarà cercare un lavoro, imparare l’inglese, aprire il più possibile la mia mente. Continuerò a dedicarmi all’astronomia.

E mi dedicherò tantissimo all’arte.

Se volete sostenermi in questo progetto, questo è l’account Instagram in cui sto pubblicando i miei progressi e i miei esperimenti: alex_drawings_art.

A settembre aprirò un negozio online su Etsy, dove metterò in vendita i miei lavori originali. Il negozio è già esistente, ma è vuoto in questo momento: appena sarà pronto pronto farò un post apposito.

In questi giorni sto lavorando sodo per produrre e progettare opere legate soprattutto alla natura, agli animali, al corpo umano, al cielo e all’astronomia, alla matematica.

 

An Intimate Milky Way (dipinto ad olio)

Questo è un mio lavoro ad olio sul cielo notturno. Si intitola “Una Via Lattea Personale”, “An Intimate Milky Way”, perché l’ho dipinta senza seguire una fotografia come riferimento, ma basandomi sui miei ricordi, sia visivi che emotivi.

Racconto tutto in questo video:

 

Ho impiegato tre giorni a completare questo lavoro. Adesso aspetto pazientemente che il dipinto si asciughi, e tra sei mesi, quando i colori dovrebbero essersi polimerizzati del tutto, userò una vernice permanente protettiva.

Questi colori sono stati nella loro scatola alcuni anni, intatti: sono degli ottimi colori della Pebeo, e sono stati un bellissimo regalo da parte dei miei genitori, ma avevo sempre esitato ad avvicinarmi alla pittura ad olio e ho continuato ad usare altri mezzi più semplici. In questi giorni li ho ripresi in mano, e ho incominciato a sperimentare.

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Dipinto completato.
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Mano stellata.
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Quasi finito il terzo giorno di pittura. Mancano gli ultimi dettagli!

 

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Secondo giorno di pittura.

Nubi nottilucenti a Campo dei Fiori…

Vorrei raccontare di questo fenomeno a cui non avevo mai assistito prima d’ora: non ha nulla a che fare con le nuvole, ed è rarissimo alle nostre latitudini. Noi ci troviamo a circa 45° nord, mentre le nubi nottilucenti sono visibili sopra i 50° nord.

Era la notte tra il primo e il due luglio. La sera del primo luglio, assieme all’Osservatorio di Campo dei Fiori, avevo partecipato ad “Occhi su Saturno”. Magari ci avete fatto caso: in tutta Italia quella sera ci sono state iniziative legate all’osservazione del pianeta Saturno: la data ricorda l’entrata in orbita su Saturno della bellissima sonda Cassini, che terminerà la sua missione a metà di questo settembre. Saturno è tornato visibile, i suoi magnifici anelli ben aperti rispetto a noi, e così sarà per tutta l’estate. Era una sera serena ma ventosa e siamo tornati esausti e infreddoliti.

Attorno alle quattro di notte ho sentito qualcuno scuotermi via dal sonno.

“Vieni, ci sono le nubi nottilucenti”.

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Li ho seguiti intontita e siamo risaliti sul terrazzo dell’Osservatorio. Basse sull’orizzonte nord, e parzialmente coperte da alcuni strati nuvolosi, si vedeva la bianca lumosità delle nubi nottilucenti. In particolare, quando sono salita io – in un momento successivo rispetto alla fotografia qui sopra – era meno evidente la parte a sinistra, ma assolutamente ovvio l’arco più a destra (in questa foto, se notate, si vedono anche le Pleiadi e Venere).

Le nubi nottilucenti non sono nuvole illuminate dal Sole: siamo in piena notte, e la luce arancione che vedete sulla destra è data dall’inquinamento luminoso, non dall’alba.

Le nubi nottilucenti sono altissime: si trovano nella mesosfera, a 80-85 km di altezza, pochi chilometri sotto la mesopausa, la parte più fredda della nostra atmosfera. Vengono per questo chiamate anche “nubi polari mesosferiche”.

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L’illustrazione, presa da Atmosferic Optics, mostra gli strati dell’atmosfera. È segnato, con quella linea rossa sinuosa, come varia la temperatura con l’altezza (la temperatura la leggete sull’asse x, e va da -110°C a +10°C)).

Le nubi nottilucenti si situano nella zona più fredda, e sopra di esse ci sono sono le aurore. Gli aerei e le nuvole si situano nella troposfera, molto più in basso…. il primo strato che si incontra salendo. Ho visto a posteriori questo grafico, rispetto all’osservazione, e mi ha impressionato moltissimo.

Sono formazioni freddissime, con una temperatura prossima ai -130°C, e sono composte da minuscoli cristalli di ghiaccio, dal diametro di 0.1 micron. La luce del Sole fa scattering con questi minuscoli crstalli. Esse hanno una colorazione azzurra, per via dell’assorbimento della luce rossa da parte dello strato di ozono della stratosfera sottostante.

Quella notte sul sito di spaceweather.com sono apparse molte fotografie del fenomento: dalla Scozia, dal nord dell’Irlanda… tutte latitudini maggiori di quella di Varese. Qui e qui alcuni link ad alcune fotografie delle stesse nubi nottilucenti che stavamo osservando noi.

Era un fenomeno che non avevo mai visto e mi ha colpito profondamente. Ringrazio Luca e Andrea – ai quali va anche il merito della fotografia, e la capacità non banale di aver riconosciuto cosa stessero osservando – per essere venuti a svegliarmi.
Vi lascio approfondire questo fenomeno sul sito di Atmosferic Optics.

Sulla depressione e altre malattie mentali invalidanti (disegni)

Questi disegni sono tutti legati al concetto di depressione o comunque di una malattia mentale altrettanto invalidante.

Ho prodotto questa serie ieri notte – tutti e tre uno dopo l’altro, tra la mezzanotte e l’una.

Ho utilizzato la carta da disegno di tonalità grigia Strathome Toned Gray e una matita 9B di pura grafite della Faber-Castell. I riflessi di luce sono inseriti invece con un pastello bianco.

Il modo in cui li ho disegnati è ispirato a delle poesie che ho scritto io stessa dal il 2015 fino ad adesso – al 2017 – su questo tema (non mi sento di pubblicarle online).

Dire qualcosa in più però può aiutare a vedere in un certo modo questi disegni: il soggetto femminile nel disegno è a volte nudo e comunque sempre solo (o in compagnia di un mostro che lo divora senza farle fisicamente male), in un luogo indefinito –  ma queste sono la sua percezione.

Lei può trovarsi ovunque: in un posto qualsiasi, in mezzo a persone che conosce o non conosce, oppure sì, anche da sola, ma in un luogo ovviamente concreto e preciso.

Ma ad un certo punto avviene un’implosione, e il mondo esterno si allontana e si annulla, e il suo corpo e il suo spirito vengono abbracciati dal mostro. Un abbraccio subdolo che non sembra violento. Oppure, si sente nuda come un mollusco, e l’aria stessa sembra troppo densa perché possa camminarci attraverso, e deve abbassarsi a terra. Oppure, in qualche modo, il suo volto e le cose che definiscono la sua identità… spariscono.

 

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Vento e nudità. Giugno 2017.

 

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Senza volto. Giugno 2017.

 

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“Doppia ombra”. Il mostro che ti accompagna. Giugno 2017.

Particolare:

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Il mostro ingloba la testa. Giugno 2017.

La mia scrivania:

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Pioggia sottile. Un po’ di ironia, ma non troppa.

Un po’ di ironia, ma non troppa.

Piovono – gocce sottili e sparse come una pioggerella di primavera  – speranze, sogni, desideri, neutrini, rimpianti, nostalgia, ricordi, solitudine, serenità, voglie, un muone. Sento addosso la bellezza del cielo, sento l’aria arrivare giù fino ai polmoni. La respiro. Cosa sarebbe accaduto se avessi preso un’altra strada, forse più risonante con le mie abilità più spontanee?

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Bozzetto. Matita su carta, giugno 2017.

Probabilmente tutto allo stesso modo, ma nell’elenco non avrei pensato di inserire i neutrini e i muoni.

Penso che nessuna strada sia facile. La passione ma soprattutto la tenacia la scavano, metro dopo metro, anno dopo anno.

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Il corpo, la mente, la bellezza

Correre mi fa stare bene. Ho ripreso ad allenarmi da poco, ma subito mi sento meglio. Subito sento che respiro in modo meno affaticato, e il mio viso allo specchio ha un aspetto migliore. Mi sento di nuovo un po’ più sana.

Lo scorso anno, per tutta la primavera e l’estate, mi sono allenata intensamente: correvo, ma facevo anche moltissime escursioni in montagna, ero sempre all’aria aperta. I muscoli delle braccia e delle gambe erano tesi e forti, e il viso si era smagrito, e ho anche scoperto di avere un viso molto bello.

Da bambina e soprattutto da ragazzina ho avuto problemi con il mio corpo: ero sovrappeso, ma non ho fatto nulla per rimettermi in salute se non dopo il liceo.

E il cambiamento fisico ha portato salute, e con la salute bellezza, e le due cose mi hanno portato ad avere una percezione di me stessa più serena, che mi ha permesso anche di rapportarmi in modo migliore con gli altri, più aperto e spontaneo. Nonostante tutto uno strascico di inadeguatezza mi è rimasto attaccato e a volte è davvero molesto.

Per me è stato molto importante. Anzi, iniziare a sentirmi bella è stato rivoluzionario. Quando parlo di bellezza parlo di quella per cui ti alzi la mattina e te la senti addosso e la vedi allo specchio semplicemente dopo esserti lavata la faccia. Il tuo viso. Senza robaccia coprente spalmata sopra, senza trucchi, senza nulla di nascosto o modificato. Senza nemmeno aver indosso un tipo di vestito particolare.

Paradossalmente una delle difficoltà che ho incontrato più di un anno fa, quando ho iniziato a cercare di perdere peso, è stato fronteggiare le insinuazioni di anoressia. Ma è normale che se si vuole, per la prima volta, mettersi in forma, delle modifiche debbano essere fatte e un cambiamento debba gradualmente iniziare a vedersi. Mi  aveva snervato molto questa questione.

La foto seguente mi è stata scattata nell’agosto del 2016, quasi un anno fa, e, accidenti, come mi sentivo bene. Avevo anche appena iniziato a guarire da una certa malattia, e non potevo avere dei polpacci più sodi e un viso più pulito e luminoso. L’estate del 2016 è stato il momento in cui in assoluto sia stata meglio, in tutti i sensi.

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A Devero con un amico nell’estate del 2016. Ciao Max.

 

Adesso, dopo diversi mesi, ho ripreso a fare attenzione e curare il mio corpo e il mio spirito.

Quando mi alleno in mezzo alla natura e mi alimento in modo sano mi sento bene e provo tantissima gioia.